Ordunque, nel momento stesso in cui scrivo queste parole non ho ancora capito del tutto il perché di questo blog. Non so nemmeno se ne rivelerò mai l'esistenza a qualcuno, e se sì a quante persone. Parto dal sacro presupposto che di quello che scrivo non importi poi granché a nessuno. L'unica cosa certa è che volevo iniziare il primo post con la parola "ordunque". Questo dice molto di me, immagino: mi piacciono le parole desuete. In un mondo migliore tutti parlerebbero come Zio Paperone, utilizzando nelle conversazioni di tutti i giorni termini come "paturnie", "esacerbare" e "turlupinare" (che per inciso è la mia parola preferita in assoluto).
Ad ogni modo, l'idea di base è bene o male questa: il blog dovrebbe spingermi a scrivere. Per tutte quelle volte in cui mi è venuto in mente qualcosa da dire e l'ho tenuto per me o non avevo nessuno con cui parlarne. In più, dovrebbe servirmi a ritrovare quella dimestichezza con la parola scritta che temo si sia un po' arrugginita. Oltre al semplice piacere della scrittura in sé, cribbio!
Perché a me piace scrivere, da sempre. Mai portato a termine nulla, lavoro escluso, se si esclude un paio di futili raccontini di cui vado immotivatamente fiero. Ma ciò non toglie che mi piaccia mettere parole in fila. Non sarà un blog a tema, perciò, ma scriverò di qualsiasi cosa mi abbia provocato, anche per un solo istante, il "prurito" della scrittura. Tutto fa brodo.
In realtà per un po' l'intenzione era stata quella di usare il blog per "obbligarmi" a scrivere almeno un post al giorno. Ah. Ci ho creduto per più di trenta secondi, però, e questo è già di per sé un mezzo miracolo. Perché in fondo, a pensarci bene, il vero motivo per cui ho scritto questo primo post è semplicemente per vedere come è fatto il layout che ho scelto.
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