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6 marzo 2011

Il Campione quasi Eterno: la chiamata degli eroi, quinta parte

Questa,” proseguì Apostasius, ora che pareva aver riottenuto l’attenzione di Ermete, “è la mitica spada che gli elfi chiamano Yu’Aleee, i nani XGRUZK e gli umani ‘Puntigliosa’. Essa è destinata solo al Campione, e solo nelle sue mani rivelerà la sua vera natura.”
Fissò il suo pubblico come un performer scafatissimo.
Allora, se la spada si rivelerà alfine al qui presente…”
Una goccia di sudore scivolò dalla fronte di Apostasius.
Come hai detto che ti chiami?”
Mai detto. Ermete, comunque. Ermete Elzeviri.”
Altri lunghissimi secondi di silenzio. Che Ermete utilizzò per pensare: ‘Puntigliosa’? Che razza di nome per una spada. Forse voleva dire ‘Appuntita’.
Vabè… al qui presente Ermete, lo accetterete dunque come il leggendario Campione, venuto a salvare Svangonia dal Male che incombe?”
Sta bene, basta che la facciamo finita in fretta.” rispose Astruxia.
Coooooooscì sia!” si accodò Peristilios.
PROOOOOOT!!!!” chiosò Mazzabubola.
Poliglotta!” commentò Ermete.
Ermete sollevò la spada. Lentamente, la sfilò dal fodero. La lama emise un lieve sibilo, quasi un sospiro. Era una spada piuttosto bella. Non che Ermete ne avesse viste chissà quante, ma così, sulla fiducia… L’elsa rappresentava uno strano fiore, il suo gambo spesso e legnoso ne era il manico.
È un carciofo,” spiegò subito Apostasius. “Il leggendario fabbro semidio Stramplacs era in pieno periodo ‘ortofrutticolo’, quando la forgiò.”
La lama era lucidata a specchio, nessuna tacca ne deturpava l’assoluta perfezione.
Ermete ne approfittò per rimettersi a posto una ciocca di capelli ribelle.
Embè,” chiese alfine. “che devo farci?”
Non saprei,” rispose il sempre utilissimo Apostasius. “prova a menare qualche fendente. Io credo che la capacità di combattere sia solo sopita dentro di te. Impugnare di nuovo la spada dovrebbe risvegliare gli atavici ricordi. O qualcosa del genere.”
Anche lui iniziava ad avere qualche dubbio.
Ebbene, per quanto risicata sia la probabilità di riuscire a decapitarsi da soli con una spada, in quella occasione Ermete ci andò molto vicino.
Atavici ricordi, eh?” fece Astruxia.
Peeeeeeesscimo sctile!” si accodò Peristilios.
BURP BURP!” chiosò Mazzabubola.
A te e a tua sorella!” gli rispose Ermete.
Non so che dire.” Commentò imbarazzato Apostasius.
Dillo a me!” esclamò una voce squillante, piuttosto sgradevole.
Si guardarono tutti attorno. Quattro su cinque si accertarono del fatto che Gweemblw si fosse di nuovo addormentato. Non che la lingua utilizzata solitamente dai Purlotti fosse particolarmente comprensibile, ma vatti a fidare di quelle bestiacce.
Ma tu vedi se dovevo finire nelle mani di un buzzurro del genere,” continuò la vocina. “Prima di tutto, non è vestito come si deve. Dove sono l’elmo della Gloria Imperitura e la Cotta dell’Onusta Onustità? Come campione è troppo magrolino! E poi, non per essere pignoli, ma per amor di verità, il nome del fabbro è StrEmplacs, e non Stramplacs. Stramplacs era suo fratello gemello, che estrasse dalle miniere di GFZAWZ il metallo sacro necessario alla forgiatura. Mentre loro padre, Strumplacs, diresse l’operazione in quanto capo del loro clan, recitando nel mentre al dio dei fabbri KARKAKAZZ il sacro poema epico GHU! in endecasillabi ruttati. Cribbio, sono cose risapute!”
Era la spada.
Scusa, Apostasius, come hai detto che la chiamano, gli elfi?” chiese Ermete.
Yu’Aleee”
Si pronuncia I-U EI-LIIIII, comunque.
Che significa?”
Dispensatrice di parole non richieste, se non erro.”
IMPROVVIDA dispensatrice di parole non richieste. Ci vogliamo provare a fare un piccolo sforzo, o no? Così, per amor di precisione.
Mentre i nani, com’è che la chiamano?”
XGRUZK.”
XGRUZK.
Complimenti per la sincronia nella risposta. Vale a dire?”
Apostasius fissò la spada per alcuni secondi. Quando vide che stava zitta, continuò:
Tradotto dal dialetto nanico di KZRUGH, significa più o meno ‘fondiamola e facciamone cucchiai!’, ma non rende l’urgenza del tono.”
In effetti, la traduzione migliore sareb…
Ermete la rinfoderò.

Eccomi qua, rifletté Ermete. E’ fatta. Sono il loro Campione. Una vita di avventure mi attende, di rischi inenarrabili da correre nel nome del Bene e della giustizia. I miei fedeli compagni mi seguiranno fino in capo al mondo per aiutarmi nella missione. Sarà dura, ma alla fine trionferemo.
Questa, per lo meno, era l’opinione di Apostasius. Anche gli altri sembravano meno refrattari, ora che la spada Puntigliosa si era rivelata al Campione. Senza dubbio. Ah, se si era rivelata!
Ma nessuno chiedeva l’opinione di Ermete. Avrebbe dovuto farglielo notare. Avrebbe dovuto urlare loro “ma chi vi dice che accetterò di fare ciò che mi dite? Capperi, sono solo dieci minuti che inizio a credere che tutto questo non sia solo il frutto di una pesantissima indigestione. La mia vita rischia di non essere più la stessa! Potrei perdere tutto ciò che avevo fino a ieri!”. Avrebbe dovuto.
E anche se fosse?, gli disse una vocina venuta da chissà dove.
Fissò la spada.
No, troppo carezzevole.
Che hai da perdere? Se si rivelerà tutto un sogno, chi se ne frega!
Sorrise.
Sto morendo di fame, cribbio! Se vi siete stancati di parlare, io, e per vostra norma e regola sarei il Campione, C-A-M-P-I-O-N-E, dico di trovare un posto dove riempirci la pancia. Ora e subito!”
E fecero come diceva lui.
Non prima di aver rinvenuto il bastone da passeggio di Peristilios, che uno Gweemblw in vena di scherzi idioti aveva nascosto in un cespuglio di Rovi Pruriginosi.
Si incamminarono. A detta di Apostasius, nel vicino villaggio di Trimpletrap avrebbero potuto trovare un’ottima locanda.
Ermete si rese conto che c’era un’altra cosa che voleva chiedere al mago. Da un bel pezzo.
Senti, Apostasius…”
Dimmi, Campione.”
Quando ci hai trasportati qui da casa mia…”
Gran bella magia, eh? Non si diventa mago dell’ottavo cerchio e tre quarti così, grattandosi la testa…”
Non è questo quello che volevo sapere, comunque.”
Ah. Cosa volevi sapere?”
Hai chiuso l’acqua nella doccia?”

La serata alla locanda del Capibara Lascivo era stata, tutto sommato, piacevole. Era iniziata con l'oste, un omone rubizzo con l'espressione da mastino dimesso, che aveva imposto a Peristilios di lasciare fuori il suo sacco puzzolente. Ottima idea, aveva pensato Ermete, che per tutto il tragitto s'era tenuto a debita distanza. Ma la cosa aveva piuttosto infastidito il sacerdote.

Quel sciacco coontiene, giovinotto impudeente, la Santa Poooltiglia Guaaritiva.”
Colpito in pieno dall'alito pestilenziale, l'oste barcollò per un paio di secondi, con gli occhi che gli si annebbiavano. Ma non vacillò nelle sue intenzioni, e il sacco di Peristilios venne appeso fuori alla locanda, dove provocò immediatamente una terribile strage di insetti e vegetazione nel raggio di cinque metri. Gweemblw fu messo a sua guardia.
Non ciè più riscpetto per la reeeeligioone!”
Per tutta risposta, nella locanda scattò la hola.

Poi era proseguita mangiando, bevendo e chiacchierando.

Scusa tanto, Apostasius bello. Ma non m'avevi detto che, nel mio mondo, la magia era debole e inefficace? Come hai fatto a portarci qua tutti e due?”
Con lo sguardo di Ermete ci si sarebbe potuto tagliare il pane.
Ehm, in effetti, Campione, stavo conservando le energie per giocarmi quell'ultima carta...”
Apostasius si aspettava un'espressione di disappunto. Ermete, invece, lo guardò con un'aria sorniona, quasi complice.
Subdolo d'un vecchio laido!”
E gli mollò una terribile pacca sulla schiena, facendogli sputare il sorso di birra che aveva testé ingollato.
Gra...coff... zie, Campione. Era il mio... coff... dovere...”
Ripresosi, continuò: “In effetti, Campione, ci sarebbe un'altra cosa...”
A quel punto, Astruxia, che non aveva detto nemmeno una parola per tutta la serata, si alzò.
Vado a dormire.”
Non appena sparì su per le scale, Ermete avvicinò il proprio sgabello a quello di Apostasius e gli chiese, nell'orecchio: “A proposito di queste fantomatiche Schermitrici di Xee...”
La Sorellanza Atipica delle Schermitrici Lesbiche di Xee.”, rispose lui bisbigliando.
Appunto. Soffermiamoci un attimo su questa faccenda delle 'lesbiche'...”
Noooon ciè nessciuna posscibilità che tu posscia pucciare il tuuuo biscootto nella suua tazza di tè, ragaaaazzo miooo!”
Sei vecchio ma ci senti ancora benissimo, eh!”
Il graaande Diio WaaNaaGaaaNaaa mi beneedice cooool dooono di una scialute di feeerro.”
Il che, detto da uno che, quando si muoveva, dava la stessa sensazione di solidità di un castello di carte costruito sul ponte di una nave nel bel mezzo di una tempesta, era alquanto difficile a credersi.
Il commento di Mazzabubola fu pregno di significato, per chi conoscesse la sacra lingua dei rutti. La birra, ovviamente, lo rendeva piuttosto loquace.
Poco male, in fondo Ermete aveva già adocchiato un'altra graziosa fanciulla seduta a un paio di tavoli di distanza. Un altro paio di bicchierini, e la sua favella si sarebbe sciolta abbastanza da andare a tentare un approccio.
Beh. Occhèi. Ora sono qui, sono il Campione. Credo siate tutti d'accordo che non ci sia bisogno che io estragga di nuovo la spada ad ulteriore conferma...”
Annuirono con estrema convinzione.
Embè? Che si fa?”
Tutti i segni indicano che il Male si sta risvegliando. Diverse voci riguardo mostri e creature pericolose sono giunte all'orecchio dell'Alto Concilio di Maghi e Collaterali. E così, l'attuale Arcimago, Eleuterium, ha deciso di invocare il Campione.”
Ermete non poté fare a meno di notare un'ombra di disprezzo nel modo in cui Apostasius pronunciò il nome dell'Arcimago in questione. L'ombra proiettata da un gigante al tramonto.
Questo Eleuterium... altro mago dell'ottavo cerchio e tre quarti, immagino?”
Pfui! Un semplice mago del settimo! Incapace persino di allacciarsi le scarpe con la magia!”
Prima che Ermete potesse chiedere ulteriori spiegazioni, Apostasius chiuse il discorso.
Dove non possono i meriti, Campione, può la politica. Non so se nel tuo mondo capita, spero vivamente di no.”
Più o meno, Apostasius, più o meno...”
Il mago rimase silenzioso per un bel pezzo, fissando la porta della locanda. Poi si riebbe e decise di riprendere un discorso interrotto.
A proposito del modo in cui ti ho portato qui. L'incantesimo ha alcune controindicazioni che sarebbe bene tu conoscessi.”
Si girò verso Ermete.
Che aveva costruito una specie di marionetta con il tovagliolo e le posate, e ci giocava come un bambino, borbottando frasi del tipo “Sono il Campione! Tiè! Debello il Male! Tiè Tiè!”
Sentendo lo sguardo al calor bianco di Apostasius, si voltò verso di lui.
Dicevi qualcosa?”
Con un ennesimo e spaventoso ruggito, direttamente dai più reconditi anfratti delle sue viscere, Mazzabubola crollò all'indietro dallo sgabello, e rimase lì sul pavimento, ronfando di gusto.
Che ha detto?”
Niente. Era solo un rutto.”
Come fai a distinguere?”
È tutta una questione di intonazione.”
Ah.”

E così via, finché anche Peristilios non s'era addormentato sul posto, con un aria spaventosamente innocente sul viso incartapecorito.

La porta della locanda si spalancò di botto.
Un ragazzo entrò di corsa, sudato e scarmigliato, urlando “Il demone di cristallo! Il demone di cristallo!”, per poi correre a nascondersi dietro il bancone dell'oste, con un tuffo in cui tutti riconobbero un gesto atletico di notevole caratura.
L'intera locanda si azzittì. Facce preoccupate si guardarono attorno. L'oste tirò su per la collottola il ragazzo e gli chiese spiegazioni.
Il demone di cristallo! Sta venendo proprio qui!”
Le facce preoccupate divennero molto preoccupate.
Di cosa sta parlando?” chiese Ermete ad Apostasius, che pure s'era rabbuiato in viso.
Il demone di cristallo è un creatura malevola e pericolosissima. Le sue mani sono affilate come rasoi! E in effetti può evocarlo solo un anima nera come la tenebra più profonda che si sia tagliata facendosi la barba...”
Niente che un potente incantesimo di un mago dell'ottavo cerchio e tre quarti non possa debellare, scommetto!”
Ecco, questo è una delle cose che stavo cercando di dirti da un po'...”
Anche il viso di Ermete cominciò a virare sul pallido.
Ho consumato tutte le mie energie magiche per portarti qui. Ora mi ci vorrà un po' di tempo per recuperarle. Inoltre, e anche questo dovrebbe interessarti...”
COOOSA!” urlò Ermete, ora il ritratto del panico.
Si guardò attorno.
Mazzabubola dormiva ancora della grossa.
Peristilios capì le sue intenzioni.
Nooon loo scveglieresti maanco con lee cannooonateee, fidati di meee, ragazzo.”
Ma tu non stavi dormendo?”
Diffiiiicile farlo sce uno ti uuuurla nelle oreeecchie.”
Vabbè, tu puoi fare qualcosa contro questo demone, vero?”
Ioo sciono uun guaaritore. In geenere interveengo doooopo.”
In genere?”
Scieeempre, ad esscieeere oneesti. Ammessoo che ci scia ancooora qualcoscia da faare.”
Ermetè sollevò lo sguardo. Per qualche motivo era sicuro che andare ad importunare Astruxia in camera avrebbe solo contribuito a peggiorare le cose.
Si alzò in piedi e, lentamente iniziò a dirigersi verso la porta, camminando all'indietro.
Beh, sento che andrò, come dire, ad espletare alcune irrinunciabili e quanto mai impellenti funzioni fisiologiche...”
Ma gli si leggeva chiaramente sul viso che la sua intenzione, una volta raggiunta la porta, era quella di aprirla di botto, girarsi di scatto e scappare veloce come il vento. Un buon piano.
Raggiunse la porta.
La spinse con violenza.
Si udì un suono simile a quello che produrrebbe un intero servizio di cristalleria che va in frantumi.
Ermete assunse l'espressione dell'addetto al trasloco che ha appena fatto cadere lo scatolone contenente il suddetto servizio. Senza girarsi.
Apostasius si affacciò sulla sua spalla.
Mmmh. Direi che il demone di cristallo ha smesso di essere un problema.”

E ora si stava godendo il momento di gloria. L’oste aveva appena offerto un giro di bevute a tutti i presenti, e la cosa era stata accolta con una sentita ovazione. Mazzabubola scelse proprio quel momento per svegliarsi, notò Ermete, non senza un certo disappunto.
Cavalca l’onda, gli disse la vocina.
Tutti o quasi gli strinsero la mano o si congratularono con lui. Tirata fuori dal fodero, la spada Puntigliosa aveva commentato: “Seee, vabè. Un vero Campione l’avrebbe sconfitto combatten…
Al che, Ermete l’aveva di nuovo rinfoderata, beccandosi le occhiate di commiserazione di Apostasius, Peristilios e Mazzabubola.
Persino Astruxia, sentito il baccano, era scesa al piano terra e gli aveva detto “Bel lavoro.”
Poi, così come era venuta, se ne era tornata in camera.

Poco importa, pensò Ermete, ed andò a sedersi di fronte alla ragazza che già aveva adocchiato prima.
Salve, piccola…”
Cavalca l’onda…
Lei lo fissò con occhi azzurri da cerbiatta. E sorrise. Cribbio, sorrise!
Prima che io faccia saltare la diga del mio autocontrollo, e ti travolga con il fiume in piena del mio carisma, dimmi, tu non hai niente a che fare con la Sorellanza di Xee, vero?”
No, con quella no.”
Che voce suadente…
Perché,” decise di accertarsi Ermete, un tantino timoroso, “hai a che fare con qualche altra Sorellanza stramba?”
Lo sguardo della ragazza avrebbe potuto far bollire l’acqua. Il ghiaccio, addirittura. Certamente fece ribollire il sangue nelle vene di Ermete.
La Antica Sorellanza di Saaf.” rispose lei.
Ermete lanciò uno sguardo interrogativo all’indirizzo di Apostasius.
La Sorellanza delle Dame Ninfomani di Saaf, Campione.”
Apostasius sorrise.
Peristilios sorrise, senza denti ma sorrise.
Ermete sorrise. Eccome se sorrise!
Cavalca l’onda, cribbio!

Poi il tempo si fermò di nuovo. Ad Ermete parve che il proprio corpo venisse stirato fino a spezzarsi, poi allargato all’inverosimile. Tutto contemporaneamente. Poi di nuovo la luce e il caleidoscopio di colori. La locanda svanì. E con essa le sue speranze di svoltare la serata.
Porchissima zoz…”

L’incanteescimo che l’ha poortato qui aveeeva breveee duurata, eeeh?”
Apostasius sospirò.
Non che io non abbia provato a dirglielo.”

-za!!!!”
Si ritrovò, nudo, insaponato e gocciolante (perché l’universo ha il suo modo di pareggiare i conti), in mezzo alla strada, di fronte a casa sua. I passanti che lo videro comparire dal nulla decisero di lasciar gestire la cosa al buon senso e alla razionalità.
Il buon senso e la razionalità guardarono negli occhi l’evidenza e le fecero un gestaccio. Al che la poverina andò a nascondersi da qualche altra parte.
E i passanti tornarono alle loro faccende, sicuri di non aver mai visto nessun uomo nudo apparire dal nulla nel bel mezzo della strada.
Ermete guardò l’orologio.
Tra meno di un’ora aveva un treno da perdere.
Beh, almeno la doccia se l’era fatta.

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